L’efficacia del bite dentale nella performance sportiva
Negli ultimi anni tra gli atleti delle più svariate discipline si è sempre più diffuso l’utilizzo di dispositivi orali, chiamati più tecnicamente bite, il cui scopo è quello di fungere da cuscinetto ammortizzatore tra le arcate dentarie. Recentemente sono infatti emersi dati a sostegno dell’esistenza di una effettiva correlazione esistente tra equilibrio dell’apparato stomatognatico e apparato locomotore e più specificamente del rapporto tra testa, colonna vertebrale, arti superiori ed arti inferiori. Un perfetto equilibrio tra tutte queste componenti permette il raggiungimento di performance piu elevate.
Alcune ricerche eseguite su sportivi di alto livello atletico hanno dimostrato che la quasi totalità (96%) dei soggetti monitorati soffrono d’interferenze posturali. In particolare il 64% di queste interferenze riconosce un’origine di natura scheletrica e/o muscolare, il 42% è causata da problematiche di origine dentale, il 34% è legata a problemi podalici ed il 20% deriva da problemi legati alla vista.
Attraverso una visita odontoiatrica ed alcuni esami strumentali quale la valutazione elettromiografica (l’elettromiografia di superficie è da lungo tempo considerata il metodo più idoneo per studiare in maniera non invasiva l’attività muscolare nelle diverse situazioni, quali lo stato di riposo, la contrazione isotonica e la contrazione isometrica), sarà possibile la realizzazione e l’equilibratura di un bite (o placca) il quale rappresenta lo strumento più semplice e meno invasivo per ridurre quantomeno le interferenze posturali di natura dentale.
Quando i denti sono in posizione di riposo fisiologico i muscoli del complesso collo-testa-torace-addome sono rilassati consentendo a tutti gli altri muscoli di funzionare ad un livello superiore aumentando cosi le prestazioni e diminuendo la fatica.
Studi nazionali ed internazionali hanno dimostrato che atleti dotati di bite o placche a protezione della bocca hanno mostrato:
- aumento del 12% della velocità
- 25% in meno nella produzione di acido lattico
- aumento della forza muscolare
- aumento della resistenza alla fatica
E sono numerosi gli atleti molto famosi (Tiger Woods Golf; Cristiano Ronaldo Calcio; Valentino Rossi MotoGP; Mike Tyson Boxe) che utilizzano regolarmente un bite durante la loro attività agonistica.
I bite sono apparecchi realizzati con una resina acrilica trasparente ed in base alla consistenza del materiale vengono classificati in:
- morbidi
- semirigidi
- rigidi
In sport prevalentemente anaerobici, in cui la prestazione ad alta intensità si svolge in tempi brevi, sono preferibili bite rigidi che obbligano la mandibola in una posizione fissa
anche in situazioni di grosso stress occlusale (corsa di velocità, sci alpino). Bite morbidi sono da preferire in sport a media intensità prolungati nel tempo, dove la presenza di un corpo estraneo rigido in bocca risulterebbe intollerabile e di impedimento alla respirazione e deglutizione.
Alcune specialità sportive (motociclismo e automobilismo) consentono e favoriscono l’instaurarsi di parafunzioni, quali serramento e bruxismo; in queste sembrano più indicati bite semirigidi in grado di impedire e compensare queste problematiche occlusali senza essere di troppo ingombro e fastidio.
In conclusione l’efficacia della performance sportiva è decisamente migliorata eliminando tutti quei fattori che alterano l’equilibrio muscolo-scheletrico e quindi posturale dello sportivo. Questi fattori possono essere di varie origine ma le problematiche posturali legate ad alterazioni del sistema stomatognatico rappresentano quasi la metà (circa il 42%) di tutte le cause. Ne consegue che l’utilizzo di un bite durante l’attività sportiva che sia agonistica o amatoriale, riducendo ed eliminando completamente le anomalie occlusali, sarà in grado di migliorare le prestazioni sportive oltreché fungere da importante protezione per i denti soprattutto in quelle discipline in cui il contatto fisico potrebbe causare danni anche gravi alle arcate dentarie.