Estetica del sorriso tramite le faccette dentali

Il sorriso e lo sguardo sono la prima forma di comunicazione non verbale che ci fa entrare in relazione empatica con gli altri. Un sorriso smagliante e sano gioca un ruolo fondamentale nel far sentire l’individuo più attraente e sicuro di se.

L’odontoiatria estetica si pone come obiettivo proprio quello d’intervenire sui denti frontali modificandone colore, forma, posizione e lunghezza eliminando cosi eventuali difetti e rendendo il sorriso più bello e armonico. Ogni caso è ovviamente personalizzato in funzione delle proporzioni dento-facciali del singolo paziente per rispettare al massimo il concetto di individualità.

Da un punto di vista tecnico ci sono diversi modi per intervenire sull’estetica dentale a seconda dell’esigenze ma anche e soprattutto in base alle condizioni di partenza. Ognuno di questi interventi ha però delle indicazioni specifiche e dei gradi d’invasività differenti. Il tipo d’intervento sarà chiaramente tanto più “aggressivo” quanto maggiori saranno le modifiche richieste e più complicate le condizioni di salute dei denti su cui intervenire.

Probabilmente la soluzione meno aggressiva ed in grado al tempo stesso di garantire risultati estetici elevatissimi è rappresentata dall’applicazione delle cosiddette “faccette dentali” estetiche, sottili lamine di materiale composito o ceramica, con un spessore che può variare da 0.3 fino 0.7 mm, applicate sulla superficie esterna dei denti. Questa soluzione richiede un minimo sacrificio di tessuto dentale non mettendo mai a rischio la vitalità del dente, ed a volte non richiedendo neanche l’utilizzo del trapano.

Storicamente le faccette dentali sono nate a cavallo tra gli anni 20’ e 30’ dello scorso secolo per esigenze cinematografiche. Nel 1928 una major Hollywoodiana incaricò un dentista di Los Angeles, Charles Pincus, di sistemare molto rapidamente l’estetica dentale di un’attrice che avrebbe dovuto girare un film a distanza di pochi giorni.

Per risolvere il problema dell’attrice, le terapie odontoiatriche tradizionali avrebbero richiesto alcune settimane di lavoro, tuttavia il tempo a disposizione del dentista era solo di alcuni giorni.

Il dr Pincus, stimolato dall’impellente necessità, escogitò un sistema altamente innovativo che avrebbe ridato un bel sorriso all’attrice nel giro di poche ore. Fabbricò quindi delle sottili lamine (da cui il termine inglese che indica le faccette “laminates”) da applicare al di sopra dei denti come delle lenti a contatto. Queste lamine, che nella prima versione erano fatte con una resina acrilica, venivano incollate al dente attraverso la stessa polvere adesiva usata per le dentiere ed al termine delle riprese le faccette venivano facilmente rimosse.

A distanza di quasi un secolo da quella rivoluzionaria e geniale invenzione sono cambiate tantissime cose per quanto riguarda i materiali ed i cementi utilizzati per fissare le faccette ai denti; tuttavia il principio e le indicazioni terapeutiche delle faccette sono rimaste pressoché identiche.

Oggi il materiale d’elezione per questo tipo di tecnica è rappresentato dalla ceramica che annovera tra le sue caratteristiche ottima biocompatibilità, resistenza all’usura, minor assorbimento di fluidi e stabilità del colore nel tempo, ma soprattutto ottima trasmissione della luce.

In alternativa si possono usare le resine composite che, a differenza della ceramica, tendono però ad opacizzarsi nel tempo.

Vengono fissate al dente grazie all’uso di particolari cementi con caratteristiche estetiche e di tenuta molto elevati.

Le faccette dentali, da un punto di vista terapeutico, sono estremamente versatili e quindi indicate nella risoluzione di numerosi problemi estetici.

Sono particolarmente indicate nel caso di:

  • Sostituzione di una porzione di dente perduta a causa di un trauma
  • Modifica di colore di un dente diventato più scuro
  • Correzione della forma di denti geneticamente malformati o mal posizionati;
  • Chiusura di spazi tra i denti, i cosiddetti “diastemi
  • Ridonare lucidità allo smalto alterato a causa di fumo, cibi, bevande o reflussi acidi

Le controindicazioni sono invece minime e rappresentate da:

  • presenza di eventuali abitudini viziate (digrignamento e serramento dei denti),
  • una chiusura dei denti incongrua e che quindi faccia aumentare il rischio di frattura delle faccette stesse
  • mancanza di smalto sulla superficie del dente
  • discromie eccessive e molto profonde

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